| Questi elementi emotivi, atti a colpire la
semplice immaginazione delle turbe costituiscono l'argomento preferito
delle Sacre Rappresentazioni, l'unica forma scenica in linguaggio locale
che ebbe sentazioni, l'unica forza scenica in linguaggio locale che ebbe
in Sardegna uno straordinario successo, anche perchè traduceva nella
realtà il bisogno dello spirito delle popolazioni sarde che erano
profondamente religiose. E' significativo il fatto che, in piena
dominazione spagnola, mentre tutti gli altri generi letterari subivano
l'influenza della lingua dei dominatori, le Sacre Rappresentazioni si
mantenevano fedeli al parlare del popolo, custodito come un prezioso
patrimonio spirituale. E' come nelle altre regioni, anche in Sardegna
perfino nel più umile e sperduto villaggio di montagna, le Sacre
Rappresentazioni ebbero una larghissima diffusione e furono recitate
durante le caratteristiche cerimonie della settimana santa, diventando una
tradizione viva e ben radicata che non si è ancora del tutto spenta. |
La seconda parte della raccolta comprende una
sequela di disposizioni ecclesiastiche e canoniche. Questi fogli furono
probabilmente aggiunti ed accorpati al libro per la rilegatura. Il testo
è in latino e in castigliano aulico, diviso in due argomenti:
- Excomunicationes in die cenae Domini.
- Formula vulgar sobre los decretos pontificios.
La seconda parte del manoscritto va da pagina 137 verso pagina 172 con
cui si chiude il volume.
Sino ai tempi relativamente recenti era diffusa la convinzione generale
che le Comedias del cappuccino di Esterzili fossero state composte
in spagnolo, da quando uno dei primi cronisti dei fatti letterari della
Sardegna, Giovanni Siotto Pintor, si lasciò trarre in inganno dalle
didascalie e dai titoli del frontespizio della raccolta e sostenne che si
trattava di testi spagnoli. Il primo che scoprì gli Autos,
correggendo l'errore del Siotto Pintor e contribuendo alla diffusione
della conoscenza dei testi, fu lo studioso belga L.L. Mourin che li
esaminò attentamente e ne tracciò un'analisi filologica. In seguito le
commedie di Fra Antonio Maria da Esterzili furono analizzate da diversi
punti di vista anche da Sebastiano Dessanay, da Salvatore Cambosu, da
Francesco Alziator, che nella sua storia della letteratura di Sardegna le
definì una delle opere più notevoli della letteratura in volgare sardo,
dal dottor Raphael G. Urciolo, discepolo e mecenate di Max Leopold Wagner,
il quale provvide a riprodurre tutti i testi in microfilms ed a pubblicare
a Washington, capitale degli USA la Comedia de la Passion de Nuestro
Señor Christo, con introduzione dello stesso M.L. Wagner e con un
glossario in inglese, per l'insegnamento filologico nelle Università
Americane e per la ristampa in italiano nel 1959 nelle edizioni della
Fondazione Il Nuraghe di Cagliari.
Qualche anno più tardi la raccolta del drammaturgo di Esterzili fu
ripresa in esame da Fernando Pilia per farne una riduzione radiofonica
negli studi di Radio Cagliari. Così per il Natale del 1965 fu mandata in
onda la riduzione sceneggiata della Conçueta del nacimiento del
Christo col titolo Quando Gesù nacque in Sardegna -
realizzazione di Fernando Pilia, Regia di Lino Girau, con gli attori Gemma
Pardocchi, Aldo Ancis, Angela Ancis, Giovanni Sanna, Lina Lazzari, M.
Immacolata Alcioni, Trento Floris, Antonio Spensatello - Fais, Antonio
Prost e Raffaele Guiso, e con l'inserimento di musiche e canti originali
dell'etnofonia sarda.
Per il giovedì santo del 1966 si apprestò e si mandò in onda la
riduzione della Comedia de la Passion de Nuestro Señor Christo, col
titolo Quando la terra tremò di paura, a cura di Fernando Pilia,
regia di Lino Girau, con gli attori Pina Arcugi, Antonio Sanna, F. Pilia,
Michelangela Pira, Antonio Piras, Pippo Deledda, Mario Faticoni, Franco
Ligas, A. Bruna Buzzo, Aldo Ancis e M. Immacolata Alcioni con la
partecipazione dei solisti e coristi interpreti dei brani più
significativi della musica tradizionale sarda. In quest'ultimo periodo le
facoltà umanistiche delle Università di Cagliari e di Sassari hanno
assegnato alcune tesi di laurea sulla figura e sulla produzione letteraria
di Fra Antonio Maria da Esterzili, la cui importanza è stata
opportunamente sottolineata anche dagli studi del giovane professore
Sergio Bullegas nel suo saggio sul teatro sardo del Cinquecento e del
Seicento. |